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Intervista al Dott. Zambello: "L'ozonoterapia non è una tecnica, è una disciplina"

Il membro del Consiglio Direttivo di Nuova FIO racconta il metodo dietro quindicimila trattamenti in quattro anni: diagnosi ostinata, guida radiologica, mai più di quattro infiltrazioni.

Segreteria, 13 Jul 2026 06:06

Argomenti: interviste
Intervista al Dott. Zambello:

Colpisce almeno una volta nella vita nove persone su dieci ed è tra le prime cause di disabilità al mondo. Il mal di schiena, insieme a ernie e protrusioni discali, non è soltanto un problema clinico: quando cronicizza, erode la capacità produttiva di chi ne soffre e, non di rado, lo isola. È un dolore che cambia la biografia di una persona prima ancora che il suo referto.

La notizia che merita di essere raccontata, però, è un'altra: da quel dolore si può guarire, e sempre più spesso senza passare dalla sala operatoria, grazie a trattamenti conservativi mirati. Tra questi, l'ozonoterapia RX guidata, che nell'esperienza descritta dal Dott. Zambello ha significato quindicimila trattamenti eseguiti in quattro anni, con risultati efficaci e la concreta prospettiva di limitare il ricorso alla chirurgia.

Sarebbe facile fermarsi al numero. Ed è esattamente quello che Zambello si rifiuta di fare.
"Il risultato di cui andiamo più orgogliosi non è il numero delle procedure che abbiamo eseguito, ma la capacità di aver organizzato un metodo."
Un metodo che nasce da un obiettivo dichiarato: offrire ai pazienti affetti da patologie della colonna un trattamento conservativo efficace, sicuro e fondato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

Il primo pilastro si chiama selezione del paziente, e passa da una diagnosi che Zambello definisce accurata, scrupolosa, se non addirittura ostinata. È una parola che vale la pena raccogliere, perché ribalta un luogo comune. In terapia del dolore, il tempo speso a capire non è tempo sottratto alla cura: è la cura.
Solo a una diagnosi precisa può corrispondere un trattamento altrettanto preciso.

Il secondo pilastro è la precisione dell'atto terapeutico. La guida radiologica consente di posizionare l'ozono in prossimità delle radici infiammate, dove il dolore effettivamente nasce. Il beneficio è duplice e misurabile: si ottimizzano i risultati e si riduce il numero delle somministrazioni. Nella pratica della clinica il limite è netto, mai più di quattro infiltrazioni. È una soglia che dice molto della filosofia sottostante, perché in medicina la sobrietà non è un compromesso al ribasso, è un indicatore di controllo.

Da qui discende il passaggio culturale più importante dell'intera intervista. L'ozonoterapia non è tanto una tecnica quanto una disciplina. E una disciplina richiede competenze, formazione, standard di qualità e una rigorosa attenzione alla sicurezza del paziente. È la differenza tra saper eseguire una procedura e saper costruire un percorso di cura riproducibile, verificabile, condivisibile con la comunità scientifica.

È proprio questo il terreno su cui si giocherà il confronto tra professionisti nei prossimi mesi. Lombosciatalgie e dolori della colonna vertebrale saranno il cuore del congresso della FIO in programma a Firenze dall'1 al 3 ottobre. Sarà la sede in cui approfondire l'evoluzione della disciplina, mettere a confronto metodi ed esperienze cliniche, consolidare gli standard che rendono un trattamento non solo efficace, ma sicuro e ripetibile.

Se lavori con i pazienti affetti da patologie della colonna, o vuoi capire dove sta andando la terapia conservativa del dolore vertebrale, l'appuntamento è a Firenze dall'1 al 3 ottobre.

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